Di cosa parlano i libri per bambini. La letteratura per l'infanzia come critica radicale - di Giorgia Grilli
32,00 €
«Nella letteratura per l’infanzia, quando è tale, il pianeta infanzia è una scommessa, un guanto di sfida, che gli adulti decidono di lanciare a sé stessi e di affrontare, un’esplorazione che non si sa quali sorprese possa riservare, ma che comunque invita a partire, come si parte per terre straniere. Nelle sue pagine, il bambino è l’«altro», è l’enigma con cui, contro ogni buon senso, ci si vuole intrattenere, è il mistero che si vuole provare a sfiorare»
I grandi libri per l’infanzia non hanno niente da insegnare ai bambini. Attorno a questa inusitata consapevolezza ruota l’esplorazione condotta in queste pagine. È un rovesciamento di prospettiva quello che qui si propone, un cambio di postura: è l’infanzia – soglia di accesso a quanto di più profondo esista nell’umano – che ha qualcosa da dire, da far trapelare. La grande letteratura per l’infanzia è proprio quella che aguzza lo sguardo, tende le antenne, si sforza di avvicinarsi a una dimensione che ci è estranea.
I grandi libri per l’infanzia non hanno niente da insegnare ai bambini. Attorno a questa inusitata consapevolezza ruota l’esplorazione condotta in queste pagine. È un rovesciamento di prospettiva quello che qui si propone, un cambio di postura: è l’infanzia – soglia di accesso a quanto di più profondo esista nell’umano – che ha qualcosa da dire, da far trapelare. La grande letteratura per l’infanzia è proprio quella che aguzza lo sguardo, tende le antenne, si sforza di avvicinarsi a una dimensione che ci è estranea.

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